"Sono in carrozzina; ho avuto un incidente stradale più o meno 8 anni fa. Ero in moto, trasportata dietro, la dinamica dell’incidente non la ricordo; so solo che ad un certo punto siamo scivolati. Non ho mai perso coscienza durante l’incidente, ma ricordo bene poche cose.

All’inizio pensavo solo di essermi rotta il piede, avevo male solo lì! Poi pian piano il dolore è arrivato alla schiena… da lì ricordo l’ambulanza e poi l’ospedale… insomma.. dopo l’operazione e l’anestesia, aperti gli occhi non muovevo le gambe! Poco dopo arrivò la diagnosi di paraplegia incompleta. Ma la verità, lo capiamo tutti prima dei dottori, è che… la vita è cambiata. Già, aperti gli occhi, lo realizzi… capisci che nulla sarà come prima."

Queste parole vengono dall'about us del bellissimo blog mytravelsthehardtruth.com, di Giulia Lamarca, psicologa, formatrice aziendale e travel blogger.

La sua storia, la sua determinazione ispira ogni giorno migliaia di persone che la seguono sulle sue pagine e scoprono con lei le meraviglie sparse attorno ai quattro angoli del globo.

Ci siamo persi più volte leggendo dei tuoi viaggi, ci racconti come è nato il tuo blog?

Il mio blog è nato in viaggio tra i parchi del Canada. Dopo ore e ore di macchina pensando a tutti i viaggi passati e alle imprese fatte mi è venuto in mente un pensiero. Ho pensato: "Certo che siamo saliti fino a Machu Picchu con la carrozzina e nessuno lo sa". Da lì ho maturato l'idea che forse questa storia di viaggi valeva la pena essere raccontata.

Molte volte si associa al termine influencer un significato "frivolo", la missione che traspare dalle tue pagine è molto diversa. C'è stato un momento in particolare in cui hai capito che "stava funzionando"? Che il messaggio che lanciavi dalle tue pagine stava arrivando a tante persone e da tante persone veniva compreso?

No, non credo che ci sia stato un momento in cui ho capito che stava funzionando, più che altro c'è stato un momento in cui mi sono resa conto che le persone mi stavano ascoltando. Ricordo bene quando la storia del diritto al volo è diventata virale. Avevo appena fatto le stories, poi ho spento il cellulare per il volo, una volta atterrata, quando ho riacceso tutto, ricordo di aver ricevuto tantissime visualizzazioni e messaggi. In quel momento mi sono resa conto che le persone mi ascoltavano e mi supportavano. Credo quindi che ho realizzato di avere una responsabilità.

Viaggiare è spesso sinonimo di senso di libertà, viaggiando si superano confini e barriere. Quali sono le difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare nei tuoi tanti spostamenti?

Le difficoltà maggiori sono i voli aerei che ancora a mio avviso non sono pronti a dare lo stesso confort e servizio alle persone in carrozzina. Le altre difficoltà grandi sono inerenti alla ricerca di hotel, ristoranti accessibili. Un problema su questo tema è molto spesso reperire le informazioni utili perché leggere "accessibile" non è sufficiente e quello che potrebbe essere accessibile per me potrebbe non esserlo per un'altra persone e viceversa.

Che viaggio consiglieresti invece a una persona con disabilità? qual è stata la meta turistica più accessibile?

Probabilmente il Giappone o l'Australia. Non è solo una questione di barriere architettoniche ma anche di mentalità e di cultura.

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Hai già in mente il prossimo viaggio?

Sì e no. Mi piacerebbe tornare in Asia, soprattutto nel sud-est asiatico, ma ovviamente bisogna aspettare ancora un po' e vedere come si evolve la situazione.

Tikitis nasce come portale in supporto alle persone, cercando di accompagnarle nel corso del percorso formativo partendo dal settore dell' istruzione, passando alla formazione e allo sport, cosa ne pensi del progetto?

Penso che sia un bellissimo progetto anche perché manca molto spesso il collante tra tutti questi settori. Molto spesso dopo gli studi, i ragazzi vengono catapultati nel mondo del lavoro senza che possano davvero capire come funzioni o se una persona rimane indietro durante il programma scolastico tende a fare fatica per recuperare i compagni. Per quanto riguarda lo sport, secondo me è sempre stato sottovalutato dal sistema scolastico e delegato al tempo libero, ma molto spesso tra compiti e altri impegni si fa sempre più fatica a praticare uno sport e anche i genitori hanno sempre meno tempo per seguire i figli

Tra i nostri obiettivi c'è anche quello di "premiare" le scuole che sono in grado di offrire la migliore accessibilità ai disabili, malgrado, anche parlando di scuole pubbliche, le scuole attrezzate e prive di barriere architettoniche siano ancora una piccola minoranza, nonostante negli ultimi anni qualche miglioramento si è visto. Come è stato affrontare l'università dopo l'incidente?

Io avevo iniziato l'università poco prima del mio incidente. Era un'università privata e speravo che, essendo una realtà più piccola, sarei riuscita a dialogare più facilmente e risolvere i problemi più velocemente. Ho avuto delle esperienze contrastanti. Dal punto di vista di barriere architettoniche sono stata abbastanza fortunata, ma molto spesso erano i compagni di corso o gli stessi docenti a cui mancavano le giuste attenzioni come ad esempio occupare il parcheggio o il bagno disabili o avere dei pregiudizi verso di me per via della carrozzina.

In generale penso che ci sia ancora tantissimo lavoro da fare per quanto riguarda le scuole, di qualsiasi livello, dalla materna fino all'universtià. Sia per quanto riguarda le barriere architettoniche, passando dagli insegnanti e docenti fino ad arrivare alla mentalità delle persone.

Tikitis ha anche lo scopo di avvicinare maggiormente il mondo della disabilità alle scuole sportive cosa ne pensi? qual è il tuo sport preferito?

Io ho da poco iniziato wakeboard e mi sono semplicemente innamorata. Prima dell'incidente ho sempre fatto tanto sport a livello agonistico ed ero alla ricerca di uno sport da anni, ma non lo avevo ancora provato. Secondo me lo sport deve essere parte integrante della vita di ogni ragazzo, quindi anche ovviamente dei ragazzi con disabilità. Io amo il wakeboard per esempio anche perché le gare e le strutture sono le stesse per gli sportivi con disabilità e non e questo dà un messaggio paritario bellissimo.

Hai una scuola di istruzione, o anche sportiva, del cuore che vorresti trovare su Tikitis.it?

Beh, personalmente mi piacerebbe avere la possibilità di scegliere, quindi proprio perché molto spesso da ragazzi si è molto indecisi sul futuro vorrei poterle trovare tutte. Un punto cardine della disabilità è proprio una limitata possibilità di scelta. Per questo mi piacerebbe che almeno l'istruzione fosse davvero paritaria!

Consiglieresti ai tuoi follower di fare iscrivere la loro scuola?

Certo, penso che programmi come quelli di Tiktis possano solo aggiungere tantissimo al nostro sistema scolastico e non solo e penso che la cosa davvero importante sia avvicinare il mondo della disabilità a tutto il resto, perché non ha proprio senso che si pensi di vivere su due mondi diversi.